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Un ringraziamento a tutti i Comitati del Patto di mutuo Soccorso per la solidarieta’ e le iniziate prese in queste triste giornate. www.pattomutuosoccorso.org |
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Amma pusat‘ chitarre e tamburi pecche’ ‘sta musica adda’ cangia’ simm’ brigant’ e faccimm’ paura ‘A TERRA NOSTRA NUN S’ADDA’ TUCCA’ A TERRA NOSTRA NUN S’ADDA’ TUCCA’
E mo’ cantamm’ ‘sta nova canzona tutta ‘a gente se l’adda ‘mpara’,nun ce fott’ ‘r ‘Napul e ’Roma ‘A TERRA NOSTRA NUN S’ADDA’ TUCCA’ ‘A TERRA NOSTRA NUN S’ADDA’ TUCCA’
Tutt’ i pais’ da Valle del Sele s’anna scitate e Vonn’ cunta’ nuj cumbattim’ pe’ l’OASI E U’ FIUM’ ‘A TERRA NOSTRA NUN S’ADDA TUCCA’ l’OASI E U’ FIUM’ ‘A TERRA NOSTRA NUN S’ADDA TUCCA’ |
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Giù le mani dalla valle del Sele
A distanza di due anni ci risiamo, la discarica di Basso dell’Olmo come previsto non è servita a superare l’emergenza rifiuti. Senza pietà, si vuole infierire ancora su questo martoriato territorio! Senza vergogna viene proposto e imposto un film del terrore già visto. Dì che parla? Di un omicidio seriale! Per far fronte all’emergenza dei rifiuti solidi urbani viene individuato nell’oasi naturalistica di Persano, a due passi da Basso dell’Olmo, il sito, a detta dell’impavido Bertolaso, idoneo ad ospitare l’ennesima discarica, questa volta addirittura regionale. E’ un colpo mortale all’economia, all’ambiente, alla salute dei cittadini! L’equilibrio e la salute ambientale (forse) già compromesso del Sele, del Calore, del Tanagro, delle falde acquifere, dei terreni , dell’aria, a causa di queste politiche a dir poco scellerate, possono essere irrimediabilmente contaminati per sempre. Per quanto riguarda invece, la salute dei cittadini ,tutti sanno che nei paesi della Valle del Sele Oliveto in testa, c’è la più alta percentuale in Italia di allergie, di cancri , di leucemie, di sclerosi multipla. Domenica 04 marzo 2007 ore 15,00 assemblea cittadina presso il sito di Serre di Persano, per organizzarci e contrapporci ~ questo atto criminale che da anni si sta perpetrando a danno degli abitanti delle zone rurali di tutta la Campania. In quindici anni di emergenza, che è diventata prassi, mai è partita la raccolta differenziata e il più importante riciclaggio. Organizziamoci e mobilitiamoci per difendere il nostro territorio! Proponiamo, imponiamo politiche di riciclaggio in ambiti necessariamente provinciali. Tradotto, significa che: la Valle del Sele non vuole essere la discarica della Campania!
ALLARME DISCARICA. IN PERICOLO L'OASI NATURALISTICA DI SERRE - PERSANO Dov'è finita la cultura del rispetto verso i nostri beni culturali e ambientali, verso quelle risorse straordinarie e vive che sono le opere d'arte, e di civiltà, e il nostro territorio, verso i nostri preziosi beni ambientali, quelli che ci stupiscono per la loro incontaminata bellezza e integrità? Ancora una volta, come al solito, in Italia, assistiamo quasi impotenti al tragico "balletto" di dati, cifre, numeri e deliranti e
INTERROGAZIONE SCRITTA P-0552/07 di Giuseppe Gargani (PPE-DE) alla Commissione
Oggetto: Costruzione irregolare di una discarica per la raccolta dei rifiuti a Serre, in provincia di Salerno, in un'area dichiarata di notevole interesse pubblico
Con decreto legge del 6.12.2006 il governo italiano ha assegnato al dr. Guido Bertolaso le funzioni di Commissario delegato per l’emergenza nel settore dei rifiuti nella regione Campania, con poteri pressoché assoluti per il superamento dell’emergenza che in quella regione si registra per la raccolta dei rifiuti.
Avvalendosi di questi poteri, il Commissario ha individuato un territorio denominato “Valle della Masseria” nel comune di Serre, in provincia di Salerno, per la creazione di una discarica di rifiuti solidi urbani.
Questo stesso territorio è stato individuato, con decreto del 29.11.1993 del Ministro dei beni culturali italiano, come ricadente in un’area oggetto di dichiarazione di notevole interesse pubblico. All’interno del perimetro dell’oasi naturale del WWF di Persano, infatti, vi è un’area che è stata riconosciuta, nel maggio 2003, “Zona umida di importanza internazionale” e rientra quindi in quelle elencate nella Convenzione di Ramsar, ratificata con DPR 13 marzo 1976 n. 448, dove sono vietati interventi che rischino di compromettere seriamente le caratteristiche ecologiche di queste aree.
Ciò premesso, non ritiene la Commissione irreversibilmente dannosa l’azione che il Commissario, dr. Bertolaso, vuole intraprendere senza tener conto delle decisioni italiane ed europee sopra descritte? Intende prendere iniziative per tutelare il territorio e salvaguardare, in base alla Carta di Aalborg, i “piani di azione a lungo termine per uno sviluppo durevole e sostenibile nonché avviare la campagna per uno sviluppo durevole e sostenibile delle città europee”?
Serre. Manzi (IdV): Bertolaso ha dimenticato che esiste l'oasi di Persano “Esprimo, come cittadino e come Consigliere Regionale – ha dichiarato l’On.le Francesco MANZI (IdV) – il mio più fermo e convinto NO all’ipotesi, avanzata dal Commissario Bertolaso, di localizzare nell’area di Valle della Masseria di Serre una discarica di notevoli dimensioni”
Salerno, 24 gennaio. La Coldiretti sulla discarica a Serre: una scelta scellerata
Interrogazione Parlamentare degli On.li : Bonelli,Piazza,Francescato, Pellegrino.
Al Ministro dell’ambiente
Per sapere, premesso che:
nel dicembre scorso, il Commissario Straordinario per la Emergenza Rifiuti in Campania, Guido Bertolaso, in un incontro informale col sindaco di Serre ha manifestato il proposito di realizzare nel territorio del comune di Serre una discarica di rifiuti solidi urbani;
il sito individuato è l’area denominata “Valle della Masseria”, ricadente nell’area dichiarata di notevole interesse pubblico a seguito di un decreto del Ministro per i beni culturali e ambientali del 29 novembre 1993;
detto sito si trova :
a circa 3 km dalla ex discarica “Macchia Soprana”, inserita nel Piano Regionale di Bonifica dei Siti Inquinati della Regione Campania approvato con DGR n° 711 del 13.06.05, con indice di rischio pari al 56,40; a circa 2 km dalla ex discarica di “Basso dell’Olmo - Serralonga” sita nel vicino Comune di Campagna, della quale alcuni studi hanno ipotizzato l’assenza di idoneità idrogeologica ed ambientale; a circa 100 mt dall’Oasi Naturale del WWF di Persano, istituita con Decreto del Presidente della Giunta Regionale il 18 novembre del 1976 e compresa nella zona oggetto di “Dichiarazione di notevole interesse pubblico” da parte del “Ministero per i Beni Culturali ed Ambientali”, inclusa nella Riserva Naturale Regionale Foce Sele Tanagro; l’estensione dell’Oasi e’ di 3400 ettari, la Riserva Naturale comprende anche gli affluenti Calore e Tanagro. la zona di Protezione denominata “Medio Corso del Fiume Sele/Persano si estende su 1515 ettari e comprende anche l’Oasi del WWF; inoltre giova sottolineare che l’area di cui si tratta e’ stata riconosciuta “Zona Umida di Importanza Internazionale”, rientrante quindi in quelle elencate nella Convenzione di Ramsar; a circa 400 mt dal Fiume Sele, cui e’ riconosciuta elevata naturalita’ ed integrita’; tale fiume nasce dal Monte Paflagone, dotato di un bacino idrografico ricchissimo di sorgenti ed affluenti,con un’area di 3.235 kmq ed una portata media di 69,30 mc al secondo; le sue acque riforniscono tutti i comuni del bacino idrografico del Fiume Sele; all’interno della piana del Sele sono presenti circa 12.000 Aziende Agricole che basano l’intera sopravvivenza economica sull’apporto vitale dell’acqua del citato fiume; a circa 800 mt. da una zona pari a 123 ettari di terreno messi a disposizione dal Comune di Serre per la realizzazione di due campi da Golf da 18 buche a seguito di un accordo siglato tra la Regione Campania ed il “Consorzio Persano Royal Golf “; a circa 700 mt dalla Contrada Alimenta, luogo all’interno del quale risulta finanziato dalla Regione Campania un progetto per il recupero e la valorizzazione dell’economia agricola; a circa 200 mt da un comparto di Aziende Casearie e Allevamento Bufalino. La produzione di mozzarella di bufala rappresenta un notevole prestigio per la intera Regione Campania e a seguito di notevoli sforzi ed impiego di risorse umane selezionate il prodotto ha raggiunto il ricoscimento del marchio D.O.P. da parte dell’organo competente;
se il Ministro interrogato non ritenga che la realizzazione della discarica nel sito sopra citato sia incompatibile sia con le caratteristiche ambientali della zona, meritevole di tutela e valorizzazione, sia con la vocazione agricola e zootecnica, la cui produzione di qualità verrebbe gravemente compromessa dalla realizzazione della discarica.
se e quali iniziative intenda adottare il Ministro interrogato per individuare scelte alternative per far fronte alla difficile gestione dell’emergenza rifiuti in Campania.
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Questa discarica non s’adda fare Dal Presidio Antidiscarica h24 “Valle della Masseria” Serre |
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Stamattina alle ore 7.00 circa ,una forza imponente di Polizia in assetto antisommossa carica le poche persone presenti al Presidio, nonostante ieri sera il Presidente della Commissione Ambiente del Senato Tommaso Sodano presente al Presidio, aveva raggiunto telefonicamente il Prefetto Pansa, e come da accordi erano stati convocati per stamattina alle ore 10.00 in Prefettura. Quindi una tregua fino a stamattina, ma pare che il Prefetto si e’ tirato indietro, ed e partito il blitz, ed abbiamo lanciato un S.O.S..Nel giro di qualche ora il presidio di Valle della Masseria e’ stato raggiunto da migliaia di persone, che sdraiati tutti a terra hanno iniziato una resistenza passiva, scene da paesi dittatoriali, noi che cercavano di dialogare ma loro niente, l’ordine e’ di forzare. Partono i primi spintoni, persone prelevate e scaraventate agli argini della strada, ambulanze che non arrivano per soccorrere i feriti, scene agghiaccianti, scene che non appartengono ad uno Stato democratico quale e’ l’Italia, infatti mi son chiesto, ma noi non siamo Italiani???? No per quello che stanno facendo. Il Pesidente Sodano in serata ci comunica che da pressioni dei Ministri Pecoraro e Ferrero, il Sottosegretario Letta, ha convocato domani alle ore 10.00 a Napoli in Prefettura, il Commissario Bertolaso, i Comitati dei Sindaci , una delegazione, del Movimento Serre per la Vita, e il Presidente della Provincia di Salerno Angelo Villani. La nostra preoccupazione e che sara’ un’altra bufala, in quanto prevediamo che a ore ci sara’ un altro blitz.
Leggi ad arbitrium Un decreto-legge per aprire una discarica a Valle della Masseria, dopo che il Tribunale di Salerno ha ampiamente dimostrato i gravi rischi per la salute dei cittadini e per l’ambiente? Così faceva Berlusconi! Ogni volta che la magistratura apriva un’inchiesta per i suoi tanti reati, faceva approvare una legge per fermare i giudici che indagavano. Leggi ad personam sono state definite quelle di Berlusconi, cioè leggi fatte apposta per proteggere una persona dalle inchieste della magistratura. Legge ad arbitrium potrebbe essere definito un decreto-legge fatto approvare dal Commissario Bertolaso per devastare un monumento ambientale finora salvaguardato da vincoli protezionistici italiani, europei e mondiali. Legge ad arbitrium sarebbe un decreto per azzerare tutti quei vincoli più volte richiamati dal giudice nella sua ordinanza per dimostrare che le discariche non si possono aprire in ogni posto. A meno che non si voglia compromettere definitivamente uno degli ultimi ecosistemi incontaminati della Campania, decisivo per la vita e per l’economia di tutta la Piana del Sele. Legge ad arbitrium, perché a prevalere sarebbe l’arbitrio di un funzionario in delirio di onnipotenza capace di ricattare, con la minaccia di dimissioni, una classe politica inefficiente ed incapace di assumersi responsabilità. Una classe politica attenta solo a nascondersi dietro un funzionario da cui si fa ora dettare anche le leggi da approvare. Ma in quale stato democratico viviamo se i cittadini devono sperare solo nella magistratura per veder garantiti anche i diritti fondamentali?
Varato il Decreto Legge Via libera dal Cdm, individuati 4 siti per discarichee. Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera ad un decreto legge sull'emergenza rifiuti in Campania. Lo rende noto il sottosegretario Letta. Quattro i siti individuati dal Cdm per far fronte all'emergenza, da destinare ad altrettante discariche: Savignano Irpino (Avellino), Terzigno (Napoli), Sant'Arcangelo Trimonte (Provincia di Benevento), Serre (Salerno). Per quest'ultimo, "l'utilizzo e' consentito fino alla realizzazione di un nuovo sito idoneo individuato dalla Provincia di Salerno. A Valle della Masseria sono arrivati circa 1000 uomini dei corpi di Polizia, in tenuta Antisommossa, dall’alto un elicottero della Polizia che sorvola sulla Valle. Le forze di Polizia si sono posizionati al limite dell’area, il Dirigente dell’Opreazione ha deciso di non entrare nella Valle, si attende che il Presidente della Provincia Dott. Angelo Villani nominato Sub Commissario per la provincia di Salerno, si assume la responsabilita’ di individuare siti alternativi. Noi continuiamo con la resistenza per farsi’ che i diritti, e la democrazia venga rispettata. 11.05.2007
Discarica di Serre: al posto delle “perline colorate” si offrono agli “indigeni” (abitanti) interventi superficiali di ingegneria naturalistica, in cambio dei rifiuti.
Sul Mattino di oggi domenica 4 marzo si mette nuovamente sotto pressione la popolazione di Serre che si oppone alla realizzazione della discarica che si vorrebbe realizzare in adiacenza all’Oasi di Persano e alle opere irrigue della Piana del Sele. Va sottolineato che i soggetti che rappresentano varie Istituzioni sovracomunali continuano a fare finta che il problema consista solo nell’opposizione campanilistica che i cittadini di Serre continuano a fare solamente per il loro tornaconto. Nessuno ha alzato lo sguardo ed ha fatto cenno all’importanza strategica, per l’ambiente e per l’economia della Piana del Sele, che riveste l’area di Valle Masseria. Si finge di non sapere che dall’Oasi di Persano, ubicata 500 m a valle del sito proposto per la nuova discarica regionale, vengono prelevati circa 250 milioni di metri cubi l’anno per irrigare circa 23.000 ettari nei quali si svolge una qualificata attività agricola che da occupazione a circa 40.000-50.000 persone. Si finge di non conoscere che i rifiuti che sarebbero riversati a monte dell’Oasi di Persano non sono scarti dei CDR che rispettano quanto prescritto dalla legge e che sono fortemente inquinanti e contenenti anche metalli pesanti altamente pericolosi che rimarranno eternamente nell’ambiente, anche dopo i pochi anni per i quali è garantita la tenuta dei teli sistemati alla base. Si finge di non sapere che nella realizzazione della discarica regionale di Basso dell’Olmo, realizzata in destra Sele sempre a 500 m di distanza dal fiume e dall’Oasi di Persano, sono stati commessi gravi e documentati errori che favoriranno la dispersione di sostanze inquinanti. Si finge di non conoscere che l’area dell’Oasi di Persano è un vero e proprio monumento ambientale realizzato dalla sinergia tra risorse idriche naturali e azione dell’uomo che ha costruito la traversa per prelevare l’acqua per l’irrigazione. Si finge di non sapere che l’acqua prelevata dall’Oasi ha un’importanza strategica, in quanto risorsa autoctona insostituibile, e che il suo inquinamento determinerebbe una grave crisi socio-economica nella Piana del Sele. E’ talmente evidente che l’area attorno all’Oasi di Persano rappresenta un patrimonio unico ed insostituibile che qualsiasi persona limpida e di buon senso avrebbe subito scartato l’ipotesi di realizzare ben due discariche regionali. Ma allora perché questa ottusa, o meglio troppo ottusa, insistenza? Il Mattino odierno offre un esempio di vera e propria furbizia istituzionale. Si cerca di prendere in giro gli abitanti di Serre. Come facevano gli antichi colonizzatori e predatori delle nuove terre, vari secoli orsono, si offre il miraggio dell’ingegneria naturalistica che consentirebbe di risolvere i problemi ambientali e di fare svanire inutili preoccupazioni dei cittadini di Serre. E’ stato interpellato Giuliano Sauli, laureato in Scienze Naturali, presidente dell’Associazione AIPIN e titolare della Società di consulenze ambientali NATURSTUDIO S.C. r.l. di Trieste., a fornire non le perline colorate ma il “miraggio” degli interventi di sistemazione della superficie della discarica. Sauli non sa o fa finta di non sapere o non vuole sapere niente della unicità ambientale dell’area circostante il sito di Valle Masseria. Fa finta di non conoscere gli insuperabili problemi connessi ad una seria valutazione degli impatti ambientali di una discarica regionale realizzata in quel contesto ambientale. La sua ovvia e banale proposta di una sistemazione della superficie, sotto la quale si troverebbero milioni di metri cubi di rifiuti inquinanti, diventa un ridicolo specchietto per le allodole. Sauli, in cambio di una lauta retribuzione viene a dar man forte al Commissario Straordinario; in fin dei conti è come se venisse a proporre di dipingere di verde un palazzo di immondizia costruito in un parco cittadino. I cittadini campani devono ringraziare la ferma azione dei cittadini di Serre che finora non si stanno ammutinando agli organi di governo democratici né tanto meno al Commissario “Prefetto di Ferro”, che non deve pensare ma “agire”. Perché? Stanno evidenziando che un’altra discarica regionale a Serre, di fronte a quella di Basso dell’Olmo, a poche centinaia di metri sopra l’Oasi di Persano e le opere irrigue metterebbe in grave crisi l’economia della Piana del Sele, creando gravi premesse per l’inquinamento delle acque del Sele che devono essere conservate anche per le generazioni future. L’azione dei cittadini di Serre è tesa alla difesa di un insostituibile patrimonio ambientale, un patrimonio di tutti i cittadini, che deve rimanere tale per le generazioni future che continueranno a produrre con le acque del Sele. E’ evidente che oggi le difficoltà di ubicare sul territorio regionale una discarica per lo smaltimento dei rifiuti solidi, residui dei CDR (FOS e sovvalli), più che da ragioni tecniche e fisico-ambientali, traggono origine dall’avversione delle comunità locali per i seguenti motivi: 1- I FOS e sovvalli sono prodotti da impianti CDR non adeguati che non rispettano i requisiti previsti per legge; i rifiuti non differenziati, pertanto, sono altamente inquinanti contenendo vari metalli pesanti che non si distruggono con il tempo, dannosi per l’ambiente e la salute dell’uomo. 2- E’ improponibile continuare ad insistere ad ubicare discariche in cave abbandonate. I requisiti ambientali per l’ubicazione della discarica richiedono una assoluta sicurezza di non determinare inquinamento; si devono valutare, pertanto, problematiche completamente diverse rispetto a quelle secondo le quali, molti anni fa e con una diversa sensibilità ambientale, sono state realizzate le cave. 3- le attuali modalità di realizzazione ed esercizio delle discariche non danno garanzie di sicurezza ambientale plurisecolare e determinano serie minacce di inquinamento ambientale del suolo e delle acque. Ad esempio le discariche realizzate in cave a fossa sono praticamente incontrollabili. I teli impermeabili usati per evitare la dispersione nel sottosuolo del percolato sono garantiti per 10-20 anni, quando invece si deve garantire l’isolamento per secoli. 4- in mancanza di una “regola condivisa ed uguale per tutti”, gli amministratori dei Comuni nei quali viene ubicata e imposta una discarica hanno praticamente chiuso la loro carriera politica perché ritenuti responsabili di una inadeguata opposizione e dell’avere fatto fare la figura dei più “fessi della regione” ai cittadini, dal momento che nel loro territorio saranno sversati i rifiuti di tutta la regione. Non comprendere questi aspetti ed insistere a voler ubicare una discarica esclusivamente in base ad alcuni e non sufficienti requisiti geologici, trascurando le caratteristiche ambientali e socio-economiche delle aree, significa perdere tempo, fare aggravare i problemi igienici, creare serie minacce alle risorse naturali, ambientali ed idrogeologiche e all’assetto economico di territori anche ad elevato valore, a volte veri e propri monumenti ambientali come l’area dell’Oasi di Persano che alimenta l’irrigazione della Piana del Sele. Significa far fare a Bertolaso la figura del “Prefetto di Ferro” che con la forza (Polizia, Carabinieri, Esercito), deve togliere le castagne dal fuoco agli Amministratori sovracomunali, palesemente incapaci di governare il problema rifiuti e di risolvere democraticamente e con soluzioni condivise la grave situazione. Sembra quasi che gli amministratori sovracomunali per non “bruciarsi” attendano cinicamente una soluzione obbligata, individuabile in una catastrofe ambientale, che per l’ennesima volta li costringerebbe ad intervenire in emergenza. E allora cosa e come fare? Anche a valle di una efficace raccolta differenziata, di una lavorazione in impianti CDR a norma, vi sarà sempre la necessità di smaltire sul suolo una parte dei rifiuti (FOS e sovvalli). In base agli studi effettuati, si propone sinteticamente la seguente soluzione (che vede coinvolti gli aspetti politici, tecnici, amministrativi ed economici), che potrebbe anche essere perseguita dal Commissario Straordinario che con i suoi poteri può imporre una accelerazione delle operazioni coinvolgendo democraticamente gli amministratori locali e i rappresentanti di organizzazioni e componenti sociali varie. Il consenso può essere acquisito con una corretta e diffusa azione d’informazione, assumendo impegni per l’applicazione di rigorosi standards tecnici nell’attrezzaggio dei siti, anche se le soluzioni comporterebbero un maggiore costo. Nei Comuni in Aree Protette (Parchi) e nelle aree con vincoli ambientali ed idrogeologici seri non si realizzerebbero discariche. I Comuni con aree senza vincoli, eventualmente consorziati, ospiterebbero le discariche a turno; si sorteggerebbe la priorità di realizzazione. Il problema va suddiviso per province e all’interno di queste ultime per Comunità Montane. I Comuni esclusi pagherebbero i costi della raccolta differenziata e smaltimento per i cittadini dei Comuni nei quali è prevista la realizzazione di una discarica. I cittadini di questi ultimi non pagherebbero le spesse di raccolta e smaltimento dei rifiuti per 10 o più anni, dal momento in cui verrebbe realizzata la discarica nel Comune; per gli altri anni pagherebbero al 50 %. Il comune ospitante, individuato mediante estrazione a sorte tra i comuni che comunque, prima o poi, dovranno ospitare una discarica, riceverebbe una compensazione ambientale, il cui valore va individuato, per metro cubo di FOS e sovvalli smaltiti. Dal punto di vista tecnico, si deve porre seriamente l’obiettivo di non inquinare anche durante i lavori, di non determinare una minaccia ambientale permanente e di potere realizzare una agevole e valida ricomposizione ambientale dei siti che saranno interessati da discariche di FOS e sovvalli. Ad esempio la superficie impegnata, ubicata in un contesto geoambientale idoneo, dovrebbe essere di pochi ettari per sito, raggiungibile con una strada che non comporti l’attraversamento di aree abitate. L’isolamento dei rifiuti e del percolato alla base della vasca deve essere garantito da uno strato di argilla preparata e compattata come quella che costituisce il nucleo impermeabile di una diga in terra, in modo da rappresentare una barriera insuperabile per secoli. L’inquinamento durante i lavori può essere evitato attrezzando il sito con almeno due o più vasche modulari, adeguatamente impermeabilizzate e attrezzate, nelle quali lo smaltimento avverrebbe sotto la protezione di ampie tettoie smontabili, in modo da evitare la formazione di percolato anche durante lo smaltimento. Il volume massimo accumulabile sarebbe compatibile con la ricomposizione ambientale in modo da non alterare il paesaggio. Appena colmata una vasca, senza produrre percolato, l’area sarebbe completamente sigillata e impermeabilizzata e ricomposta ambientalmente mediante la copertura con argilla che deve essere mantenuta umida ed impermeabile anche durante il periodo non piovoso da un efficace impianto di “innaffiamento”. La struttura smontabile di copertura sarebbe tolta e utilizzata per attrezzare un’altra vasca. La proposta può certamente essere migliorata; potrebbe rappresentare l’innesco della soluzione di questa interminabile e deprecabile emergenza rifiuti. I cittadini e gli amministratori responsabili non possono più tollerare che un Commissario, dietro lo spauracchio dell’emergenza, non rispetti l’ambiente e metta a rischio l’economia e la salute dei cittadini, anche nelle zone dove l’emergenza non c’è, in attesa che prima o poi scoppi una grave catastrofe (epidemia, inquinamento di acque e suoli, crollo dell’economia basata sulle risorse ambientali). Prof. Franco Ortolani Ordinario di Geologia Direttore del Dipartimento di Pianificazione e Scienza del Territorio Università di Napoli Federico II
CIRCOLI P.R.C. – S.E. DEGLI ALBURNI EMERGENZA AMBIENTALE NEGLI ALBURNI
In questo stato d’emergenza ambientale e sociale indotto il nostro territorio della potenziale ubicazione della discarica a Serre, i Circoli P.R.C. – S.E. degli Alburni (Postiglione, Serre e Sicignano degli Alburni), a partire da quelle considerazioni espresse nel documento programmatico unitario del 2/12/2006, che si sono rivelate, purtroppo, di grande attualita’ nei nostri giorni, concordano e propongono il presente documento. Nella relazione programmatica abbiamo espresso quel disagio e quella paura dei compagni sulla marginalizzazione dall’area Alburni abbandonata a se stessa e individuata, ormai, solo come sito idoneo per smaltire costantemente una massa di rifiuti di dubbia e varia provenienza nella discariche gia’ presenti (Macchia Soprana, Basso dell’Olmo) e dislocate un po’ ovunque nella nostra area. Non contenti di questo, si individua per l’ennesima volta, in piccoli centri delle aree interne,il sito idoneo per ubicare una megadiscarica regionale, un mostro da centinaia di tonnellate giornaliere che dovrebbe risolvere la situazione di emergenza napoletana e regionale e soprattutto una incapacita’ politica decennale, di costruire un piano programmatico efficace sulla problematica rifiuti. I vari commissari regionali incaricati, si sono susseguiti dissolvendo e non risolvendo il problema con conseguenze disastrose alla stregua del percolato di Basso dell’Olmo che dissolvendosi nel Fiume Sele incrementa un disastro ambientale gia’ irreversibile. Il problema della discarica di Serre sembra confermarci, ormai, che le nostre noze interne e montuose, sono considerate, da costoro, alla stregua di fogne potenziali da poter utilizzare a proprio piacimento al momento opportuno e soprattutto in situazioni di emergenza come questa. I compagni dell’Area Alburni non vogliono essere spettatori di cio’ che portera’ all’annientamento delle gia’ povere ma uniche fonti economiche per le nostre popolazioni (agricoltura e turismo). Non solo Serre ma tutto il comprensorio alburnino rischia di diventare il simbolo negativo riconosciuto solo per una megadiscarica regionale. Cio’ portera’, in termini d’imaggine,ma soprattutto economici, danni notevolissimi alle aziende casearie di Serre (latte, mozzarelle) alle cooperative d’olio di Postiglione, alle vendite di castagne di Sicignano,e nello stesso tempo abbattera’ definitivamente un turismo gia’ povero incapace di decollare come il nostro Parco degli Alburni. Partendo da quanto detto, i compagni stanno inpegnandosi nella sensibilizzazione e informazione delle comunita’ locali, anche quelle piu’ distanti, sui danni indotti dalla discarica attraverso dibattiti, incontri con le popolazioni, con gli amministratori locali, il comitato contro la discarica di Serre, le popolazioni in sit.in permanente a Serre, con la testimonianza e l’aiuto di tutti gli elementi del partito (istituzionali e dirigenziali) cercando di incrementare quella riflessione critica nella gente, disinformata e apparentemente lontana da tali problemi (nei comuni piu’ distanti). Una serie d’iniziative, in tale direzione, ci sembra opportuna e fondamentale nel continuare questo processo che non si fermi ma continui costantemente. La partecipazione spontanea gia’ avvenuta, degli amministratori dei nostri comuni, di componenti politiche diverse e tavolta anche lontane dalla nostra, ci induce ad andare avanti intal senso tutti uniti. I circoli dell’area alburni, questa area dell’entroterra, manifestano con forza le loro problematiche ma anche il loro impegno comune nel cercare di dare una mano alla soluzione di problemi che ormai da troppi anni gravano sulla nostra testa.
Circoli P.R.C. – S.E. Sicignano degli Alburni- Postiglione- Serre
Inceneritori o termovalorizzatori? Emergenza immondizia
Sono vent’anni che un’ammorbante e perniciosa propaganda pubblicizza ad ogni piè sospinto una fantomatica emergenza dei rifiuti solidi urbani. Nella mente di ogni cittadino “normale” si è fatta strada la falsa consapevolezza che se ciascuno di noi produce immondizia, questo prodotto indesiderato, da qualche parte deve pur esser messo a dimora. È chiaro che nella testa dei cittadini e di coloro i quali ne rappresentano le istanze collettive nelle sedi istituzionali, una volta accettato il principio che l’unico modo per smaltire i rifiuti è una dimora sicura dal punto di vista ambientale ed economico, l’unica preoccupazione che resta è quella di assicurarsi che la dimora sia il più lontano possibile dal proprio territorio. Anche un bambino capisce che dall’uomo di Cromagnon, passando per gli Egizi, i Romani, il Medio Evo e l’attuale era cosi detta post-moderna, i rifiuti si producono in maniera correlata all’aumento delle popolazioni umane ed alla tecnologia in loro possesso. Si calcola che in questa famosa epoca per ogni unità di prodotto consumato ve ne siano quattro di rifiuti. Il nostro “bambino” capisce che la produzione di rifiuti è stata, è e sarà un problema ed un dramma che aumenterà in maniera esponenziale se si continua a smaltire i rifiuti alla maniera dell’uomo di Cromagnon, cioè buttandoli fuori dal proprio giardino. Il nostro immaginario ed ingenuo “bambino” si fa una domanda: è possibile che tutti gli arci-intelligenti professori universitari, eroici ed incorruttibili politici che lautamente vengono pagati da noi, più famosi contribuenti, continuino a non capire ciò che anche un bambino può capire? È possibile che nell’era post-moderna dove si è sviluppata una tecnologia così sofisticata da spedire un missile con testate nucleari da un canto all’altro della terra con precisione millimetrica e capace di colpire obiettivi strategici (musei, fabbriche di farmaci, foreste incontaminate, moschee, scuole, donne, bambini, popolazioni inermi) non si riesca a promuovere un sistema di smaltimento dei rifiuti diverso da quello di Cromagnon, nostro progenitore, che ha abitato la terra quarantamila anni fa? In realtà, per chi ha la sfortuna di dover viaggiare sulle autostrade campane, si renderà drammaticamente conto che viene assediato da un’ammorbante cappa di aria puzzolente sprigionata dalle miriadi di discariche, speciali e non, dalle eco-balle, dai CdR disseminate su tutto il territorio. Le città, i piccoli e grandi centri, le zone rurali sono ormai assediate dalle immondizie. Il nostro cittadino “normale” cosa è costretto a pensare? «Il mondo è diventato così piccolo ed ognuno di noi è così vicino all’altro che non è più possibile smaltire l’immondizia fuori dal proprio territorio». Ohibòh ed ecco che un cavaliere senza macchia e senza paura, l’eroico Bertolaso, con l’appoggio di un altro incorruttibile scudiero degli interessi generali, l’arci-intelligente governatore Bassolino vengono in soccorso al povero, indifeso e disorientato cittadino contribuente. Et voilà la salvifica soluzione! «Vi piazziamo minimo due inceneritori in Campania come quello di Brescia ed ecco che l’immondizia verrà magicamente dissolta nel nulla!». «Attenti a quei due!» direbbe l’onestissimo mago Donascimiento. A tal proposito, inquietante è l’articolo apparso sul quotidiano “Il Mattino” di un laureando che nella sua tesi di laurea propagandava, improvvidamente, il marchingegno infernale, detto termovalorizzatore, di Brescia. Noi vogliamo ricordare a tutta questa pletora di microfoni in cravatta e non, che in natura nulla si crea e nulla si distrugge. Gli inceneritori producono più immondizia di quanta ne dovrebbero smaltire poiché ogni materiale per bruciare si deve combinare con l’ossigeno Quindi possiamo dire, senza esagerazioni, che possiamo addirittura “creare” immondizia, più immondizia di quanta tentiamo di smaltirne! Molta immondizia, il 66% si propaga nell’aria sotto forma di fumo denso, cancerogeno, che si combina con il vapore acqueo e solo il 33 %, i fanghi, ripropongono il problema della messa a dimora. Qualcuno potrebbe dire che è molto meglio smaltire un terzo dell’immondizia che l’unità intera. A questo praticone, pardon, anch’egli superintelligente dobbiamo ricordare che da quei fumi densi si sprigiona una quantità di diossina, furani, idrocarburi policiclici, e P.I.C. (particelle incomplete della combustione) che si propagano nell’ambiente ed inquinano irrimediabilmente le acque, i terreni e l’aria. Queste sostanze entrano nella nostra catena alimentare, l’esempio classico che si fa è quello che le diossine vengono smaltite dagli organismi viventi solo nel genere femminile perché vengono concentrati nel latte. Le mozzarelle, quindi, sono dei concentrati inimmaginabili di diossina. Potremmo sembrare terroristi, ma, anche gli umani hanno il proprio genere femminile che allatta gli indifesi neonati, i nostri figli! Per quanto riguarda invece i fanghi oltre alle sostanze suddette responsabili di cancri al fegato, al pancreas, leucemie, sclerosi multiple, allergie atopiche si associano metalli pesanti come cadmio, piombo e mercurio. Questo composto è così tossico che bisogna rendere le discariche particolarmente impermeabili, vengono dette discariche speciali e come è facilmente comprensibile sono c-o-s-t-o-s-i-s-s-i-m-e. Forse è il caso di rinfrescarci la memoria ricordando che negli U.S.A. per l’opposizione dei cittadini e delle municipalità molti inceneritori sono stati dismessi, che in Ontario, in prossimità dei Grandi Laghi, sono stati demoliti tutti gli inceneritori responsabili dell’inquinamento dei laghi stessi e dell’enorme diminuzione della bio-massa. Dobbiamo inoltre ricordare che il nostrano marchingegno bresciano è sovra-dimensionato, condizione per la quale confluiscono in questa bomba chimica a tempo l’immondizia anche dei paesi limitrofi. Il danno alla salute ed all’ambiente è ormai acclarato ma c’è un ulteriore danno che viene perpetrato sulla società: vengono di fatto inibite le politiche di raccolta differenziata e del più importante riciclaggio! A questo punto ci sorge un dubbio: è possibile che questi politici, i nostri rappresentanti istituzionali, i nostri sopraffini scienziati, professoroni universitari non sanno tutti questi fatti? Solo noi possiamo informarci in maniera non ideologica visitando (cosa che invitiamo a fare a chi legge queste righe) i siti internet specialistici di queste materie? La domanda è chiaramente retorica, la risposta è no! Anche loro sanno meglio di noi i danni alla salute, all’ambiente ed alle organizzazioni sociali che queste politiche comportano! Ed allora perché se lo sanno continuano ad assediarci con le immondizie, a proporci soluzioni ancora più dannose delle discariche ricattandoci sotto la scure dell’emergenza? Se parlassimo con il pizzicagnolo sotto casa direbbe: «Ci sono interessi economici!». E quali sono questi interessi? Entriamo nel merito. Noi abbiamo la brutta abitudine di non farci “i fatti nostri” e siamo andati a vedere che la FIBE di cui è proprietaria la Fondazione Agnelli, con un nugolo di aziende satelliti, ha monopolizzato l’affare immondizia a livello nazionale. Monopolizzare in questo caso significa centralizzare il fio che le famiglie italiane versano per lo smaltimento dei rifiuti. Venti milioni di famiglie che versano molti 50 euro al mese alla FIBE. Questo significa miliardi di euro contanti che possono essere investiti sui mercati internazionali, guarda un po’ proprio in quelle aziende che producono farmaci come l’interferone per le sclerosi multiple, gli antistaminici per le allergie atopiche, le chemioterapie per la cura delle leucemie e dei cancri al fegato ed al pancreas, in quelle aziende di hi-tech medicale che producono strumenti per la diagnosi di queste malattie. E come se non bastasse, per acquistare le falde acquifere non inquinate ed investire in quelle aziende multinazionali agro-alimentari che producono in California, per esempio, viti, ulivi ed alimenti di zootecnia che vengono irrimediabilmente contaminati qui in Campania ed in Italia. Fra vent’anni se le nostre falde acquifere, i terreni, l’acqua ed i fiumi saranno irrimediabilmente contaminati e non saremo più autonomi da un punto di vista produttivo, almeno per quanto riguarda il settore zootecnico ed agro-alimentare, quanto costerà la nostra sopravvivenza? Non potremmo più produrre nulla che non sia contaminato, dovremmo acquistare tutto da queste aziende che avranno il monopolio dei fabbisogni primitivi dell’uomo, saremo costretti ad essere clienti in un immanente ricatto. Ci fa piacere ricordare la frase di Giobbe Covatta che dice: “Questo mondo non l’abbiamo preso in eredità dai nostri genitori, ma in prestito dai nostri figli.” Cosa stiamo restituendo a costoro? Riflettiamo e tentiamo di collaborare per promuovere ed imporre politiche di riciclaggio.
Cittadini parzialmente liberi.
Rifiuti, si brucia solo il denaro
L’AFFARE “MONNEZZA”
In questo disastro ampiamente annunciato c’entrano tutti coloro che da tempo sull’affare monnezza hanno costruito le loro fortune economiche e politiche. C’entrano le mafie, la mafia delle "famiglie", che hanno gestito quote decisive di raccolta e smaltimento rifiuti utilizzando metodi "sbrigativi", scaricando per anni in fossi improvvisati (o, nascostamente, anche nelle discariche autorizzate) ogni tipo di schifezza. La mafia delle amministrazioni insospettabili e degli imprenditori "legali" che, appaltando il "lavoro sporco" alla camorra, hanno lucrato tangenti e profitti favolosi. Non di inefficienza si tratta, non di incapacità, ma di un modo estremamente efficace e rapido per padroni, camorristi e rappresentanti politici borghesi di accumulare capitale, fregandosene delle conseguenze sulle popolazioni coinvolte. Il mercato illegale dei rifiuti ha la benedizione di fatto degli stessi stati, a partire da quello italiano. Il nostro paese ha infatti impianti tali da smaltire solo il 70% dei rifiuti prodotti (una percentuale che si abbassa decisamente al sud), la qual cosa equivale a sancire che il restante 30% deve "sparire" con le tecniche che conosciamo. E’ questo il motivo per il quale nessun partito borghese ha cercato di cavalcare la protesta, neanche demagogicamente una destra alla opposizione, mentre verdi e ambientalisti, ormai, si sono specializzati a consigliare le tecniche migliori per tenere i giardini dei ricchi fuori da questo imbarbarimento, non riuscendo a vedere altro che mafiosi sotto i panni dei proletari. Di fronte a tale realtà semina solo illusioni chi torna a proporre come soluzione la necessità di una moralizzazione della vita pubblica, di una alleanza tra gli onesti per contrastare il connubio tra imprenditoria legale ed illegale, e tra questa ed i politici corrotti. Si continua a vedere cioè i problemi del Sud come problemi locali, come una deviazione dal capitalismo "sano", mentre invece dovrebbe essere ormai evidente anche ai ciechi che si tratta solo dell’altra faccia di un fenomeno unitario. In breve, il caos, il degrado, l’illegalità diffusa del Sud non sono un accidente casuale, ma il risultato locale del modo in cui si è realizzato e sviluppato il capitalismo in Italia, nel contesto della divisione internazionale del lavoro. Detto in altri termini: il capitalismo al Sud non potrebbe esistere altrimenti che nelle modalità con le quali noi lo conosciamo. Per distruggere i suoi effetti particolarmente odiosi è necessario attaccarne la radice unitaria su cui esso è organicamente innestato. Del resto l’emergenza rifiuti in Campania ha solo evidenziato una situazione comunque in via di esplosione e che comincia ad esserlo in tutto il pianeta. Basterebbe dare una occhiata un po’ più in là per scorgere devastanti immagini di paesi interi invasi dai rifiuti, in particolare nei grandi agglomerati urbani di milioni di abitanti del terzo mondo. Questi paesi, oltre a riprodurre i meccanismi sopra ricordati per lo smaltimento dei rifiuti e a non avere la possibilità economica di realizzare una raccolta efficace, subiscono quell’odioso mercato, di rifiuti tossici di casa nostra spediti loro per poche lire. Questo traffico di rifiuti dei paesi ricchi si è indirizzato prevalentemente verso quelle regioni poverissime dove i nostri cannoni avevano già aperto la strada, come la Somalia, l’Eritrea e l’Etiopia. Ma è sin troppo evidente che, anche laddove non esiste questo "mercato parallelo" e dove non si arriva ad eventi così eclatanti come quella recente in Campania, la situazione è spesso ugualmente drammatica. Le statistiche ci dicono che per ogni aumento dell’1% del prodotto interno lordo di una nazione, la sua produzione di rifiuti cresce almeno del 2%, e che la stragrande maggioranza dei rifiuti di un paese ricco sono rifiuti industriali. Per le imprese, impegnate nella lotta a coltello per battere i concorrenti internazionali (sulla pelle dei propri lavoratori), le spese necessarie alle bonifiche e agli smaltimenti "regolari" sono sempre più una voce "intollerabile, ecco perché si ricorre allo smaltimento illegale affidato alle mafie. Nei bilanci delle famiglie proletarie, invece, la tassa sui rifiuti diventa una voce sempre più "pesante", e ancor più è destinata ad aumentare nei prossimi anni. Indicativa la vicenda di alcuni paesi del nord Italia, dove in seguito all’impegno profuso per collaborare alla raccolta differenziata, gli abitanti si sono visti raddoppiare le tasse per i rifiuti solidi urbani. Del resto, non c’è da stare tanto tranquilli circa le promesse di smaltimento effettuato attraverso inceneritori e altri sistemi presentati come "puliti", poiché i loro effetti tossici sono anche peggiori delle discariche a cielo aperto. E’ evidente che la soluzione non può essere quella di spostare i propri rifiuti sotto la casa di qualcun altro, né quella di illudersi che il problema si risolva perché lo si rende meno appariscente. La questione è banalmente che oggi si produce troppa immondizia, al di là di ogni ragionevole necessità umana, e di una qualità tale da rendere praticamente impossibile un suo smaltimento e riciclaggio che la reimmetta nel ciclo biologico naturale facendola diventare una risorsa invece che una piaga velenosa. Ma questo accade perché la produzione di beni materiali non viene effettuata, se non come effetto secondario, per soddisfare i bisogni umani, bensì per alimentare la insaziabile sete di profitto del capitale. Ciò impone un aumento continuo della produzione e un continuo rinnovo dei beni prodotti, che alimenta in maniera esponenziale ed incontrollabile la produzione di rifiuti e della loro tossicità. Non è possibile mettere sotto controllo la produzione di rifiuti, senza eliminare l’anarchia della produzione capitalistica fondata sulla legge del profitto. Quella stessa legge che oramai pervade tutti gli aspetti della vita e che sta rapidamente stravolgendo in senso distruttivo la natura e la vita dell’uomo; basta pensare all’aumento dell’effetto serra e le disgrazie che porta, all’avvelenamento dei cibi animali e vegetali. Dovrebbe essere ormai chiaro che la sottomissione alle leggi del mercato a cui ci invitano quotidianamente politici e giornalisti borghesi, non solo alimenta lo sfruttamento dei proletari, come possiamo constatare quotidianamente, ma mette sempre più in pericolo la stessa possibilità di sopravvivenza della specie umana. Non si tratta però di denunciare gli effetti dovuti alla manomissione della natura per proporre impossibili "ritorni al passato". Il vero nemico non è lo sviluppo delle forze produttive; il progresso ci permetterebbe di vivere meglio, mangiare meglio, lavorare meno, se solo fosse messo al servizio dell’umanità e non del capitale. Le lotte dei proletari di questi giorni rappresentano un sano risveglio ed un esempio da seguire contro un insopportabile degrado, ma se non vogliono esaurirsi in una fiammata ed in una lotta tra poveri, devono inserirsi in un movimento più ampio che si ponga come obbiettivo quello di sostituire l’attuale barbarie capitalistica con una organizzazione cosciente e consapevole dei rapporti tra gli uomini e tra questi e la natura, e cioè con il comunismo. Per far questo bisogna ridare forza alla lotta del proletariato contro il capitalismo, occorre riconquistare una organizzazione di classe, indipendente e contrapposta allo stato borghese, che si batta fino in fondo per l’abbattimento di questo sistema, abbandonando l’idea di poterlo rendere più umano e civile, che qualcuno possa rappresentarci, tutelarci, difenderci.
La politica in discarica Giovanni De Luna, La Stampa, 01-11-2006
NAPOLI è dunque ritornata prepotentemente al centro di una «questione nazionale». L'appello del Presidente della Repubblica ripercorre tutte le «emergenze» criminali, ambientali e culturali, dalla violenza nelle strade ai rifiuti, che hanno reso ancora più drammatica la situazione. Non metterei però troppo l'accento sulla «latitanza» dello Stato. Certamente c'è, e l'emergere tumultuoso di una «questione settentrionale» l'ha resa ancora più acuta. Ma i «nodi» da sciogliere restano ancora principalmente il peso della camorra da un lato, il ruolo della politica locale dall'altro.
Rifiuti: quanto può durare l’emergenza? La situazione che si registra in varie Regioni d’Italia ed in particolare in Sicilia, Campania, Puglia e Calabria ci dice che siamo ancora ben lontani dalla soluzione di un’ emergenza che ci colloca tra i paesi più arretrati d’Europa per quel che attiene l’organizzazione di un ciclo dei rifiuti che sia sostenibile per il territorio, sicuro per i cittadini, capace di recuperare materia, calore ed energia dal riciclaggio e dalla raccolta differenziata, e di portare ogni Regione all’obiettivo dell’autosufficienza.
Per l'emergenza rifiuti spesi inutilmente 860 milioni di euro
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NO COMMENT |


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THE ATTACK |
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Un attacco anomalo al nostro sito ci ha mandato fuori dalla rete tappandoci la bocca per cinque giorni. |
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Aspettiamo suggerimenti su chi possa essere stato !! Quando il “ladro delle nostre idee” tornera’ a visitarci trovera’ questo messaggio: “Siamo in Italia Repubblica Democratica” “Siamo in Europa Comunita’ Iperdemocratica” “Siamo a Serre Paese di grande civiltà’” stampatelo bene in testa!! Chiunque tu sia e da qualunque posto ci osservi non dimenticarlo mai. Non permetteremo ne’ a te ne’ a nessun’altro di imbavagliare le nostre idee, non riuscirai ad imbavagliare la nostra PROTESTA! Non hai vinto, e non vincerai!
“NON MOLLEREMO MAI” |
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oggi, sabato 12 maggio, circa trecento valsusini hanno bloccato il TGV |
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Importante manifestazione dei comitati friulani a Trieste sabato pomeriggio- Migliaia di persone ( almeno 2-3000) con molti striscioni dei comitati della regione sono sfilati dalla stazione FFSS a davanti la regione in piazza Oberdan traversando tutto il centro della città controllati da consistenti forze di polizia e carabinieri. E' stata espressa solidarietà al presidio di Serre e ribadita l'importanza di un aiuto reciproco. Erano presenti: comitati della montagna friulana, in particolare i comitati della carnia contro l'autostrada carnia - cadore per la difesa del Tagliamento, contro le cave. Numerosi i comitati della bassa Friulana contro la TAV contro nuovi cementifici eppoi i comitati isontini e triestini contro il corridoio 5 e il rigassificatore.
Oggi 12/05/07 il movimento no tav, dopo aver appreso le gravissime notizie
Con queste poche righe vogliamo esprimervi la nostra piena solidarietà e tutto il nostro appoggio; questa mattina, attraverso gli sms, abbiamo saputo quanto stava accadendo a Serre. Le cariche della polizia e l'intervento dell'esercito rappresentano un evento gravissimo, attraverso il quale il Governo dimostra di non tenere in alcuna considerazione le istanze e i diritti delle comunità locali. Noi siamo al vostro fianco, perchè voi, come noi, difendete la terra; perchè voi, come noi, rivendicate il diritto della comunità a decidere del proprio futuro; perchè voi, come noi, non intendete cedere alle prevaricazioni ed alle imposizioni. Siamo indignati dalla violenza che, questa mattina, le forze dell'ordine hanno usato nei vostri confronti; siamo indignati dalla presenza dell'esercito, come se la vostra terra fosse un teatro di guerra. Questo pomeriggio abbiamo presidiato la Prefettura di Vicenza; un gesto simbolico, certo, ma soprattutto un modo per dire che Vicenza è al fianco di Serre. Il futuro è nelle nostre mani!
Presidio Permanente No Dal Molin Vicenza, 12 maggio 2007 Presidio Permanente No Dal Molin Via Ponte Marchese - Vicenza IL FUTURO è NELLE NOSTRE MANI Difendiamo la terra per un domani senza basi di guerra. Guarda il video http://www.youtube.com/watch?v=DL-fQylxUjo
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SERRE chiama: da ogni parte del paese arrivi la risposta D'intesa con il presidio di Serre e quello di Aprilia l'assemblea nazionale del Patto di Mutuo Soccorso di Domenica 20 Maggio 2007 si terrà a Serre. Sabato 12 Maggio 2007 a Serre la democrazia è stata aggredita, calpestata e ridotta a rifiuto tossico da gettare in una qualsiasi discarica abusiva. Come nel 2005 in Val di Susa le stesse violenze delle forze "dell'ordine" (!) contro una popolazione che chiede giustizia, gli stessi manganelli contro cittadini che difendono pacificamente il diritto ad avere un futuro. Serre come Venaus ha visto la stessa stessa arroganza di chi si illude di poter governare calpestando diritti e non costruendo consensi, di chi vuole sotterrare i problemi nelle discariche invece di affrontarli per cercare di risolverli: solo il governo è cambiato, ieri Berlusconi, oggi Prodi. Non ci sono governi "amici". SERRE non si rassegna e saprà ripescare quella democrazia gettata nella spazzatura, saprà ripulirla, saprà reinventarla e la userà per difendersi: e lo farà con la determinazione di chi sa di essere dalla parte della ragione, di chi sa di non essere solo ma può contare sul sostegno concreto dei tanti che hanno sentito oggi sulla loro testa i manganelli di Serre come ieri quelli di Venaus. In diverse parti del paese sono state organizzate azioni di protesta, in Val di Susa è stata bloccata la ferrovia. |








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La vicenda dei rifiuti in Campania e in particolare la decisione di individuare nel nostro Comune una megadiscarica, ha assunto, sin dall’inizio, dei risvolti paradossali. Molto spesso sono le Istituzioni, anche in modo arrogante, ad “interpretare la Legge”, invece di farla rispettare secondo principi chiari e validi per tutti. In principio c’era stato detto che la scelta di allocare una megadiscarica nel nostro territorio dipendeva unicamente dalla “sventura” di avere una cava d’argilla che rispondeva pienamente a “requisiti d’idoneità tecnica”. La Comunità di Serre, come non mai, ha risposto unita contro questo disegno scellerato. Trasformare Valle della Masseria in una megadiscarica voleva dire pregiudicare per sempre lo sviluppo economico e il patrimonio ambientale del nostro territorio. L’Amministrazione comunale per prima, con impegno e decisione, ha capeggiato la protesta dell’intera Comunità in difesa di queste legittime aspettative. Eravamo tutti convinti di essere vittime di un sopruso, ci sentivamo “figli di un Dio minore”, sacrificati all’altare della politica perché più deboli (elettoralmente), il capro espiatorio della incapacità e dell’inefficienza di altri. |

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DISBOSCAMENTO IN ATTO |
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Ad un certo punto, come in una sorta di “sindrome di Stoccolma”, ci siamo convinti che dovevamo pagare solo noi, che il diritto di legittima difesa, fino a quel punto esercitato egregiamente, come sancito dalla sentenza del Giudice Valitutti, non doveva più essere esercitato. Che Serre doveva dare, fino ad offrire su un piatto d’argento il posto più pregiato che abbiamo dal punto di vista naturalistico: IL BOSCO DI MACCHIA SOPRANA. E questo nel più assordante silenzio, senza che i cittadini fossero autenticamente informati sulla gravità che tale scelta potesse avere, in termini di danno alla salute e all’ambiente. In nessun posto al mondo si penserebbe di allestire una megadiscarica in un bosco di querce a ridosso di un’Oasi naturalistica (150 metri) e in prossimità del fiume Sele (800 mt). La volontà di indicare Macchia Soprana come alternativa, ha significato lo stesso sopruso perpetrato da “altri”, che “a tavolino”, avevano scelto Valle della Masseria. Il NO a Valle della Masseria è motivato dagli stessi argomenti che ci portano a dire
NO A MACCHIA SOPRANA! A tutto ciò si aggiunge: Il taglio di circa 6 ettari di bosco di alto pregio, in un eccellente stato vegetativo (altro che “arbusti di scarso valore” o “querce cresciute male”), che mai più ricrescerà; Il transito dei camion della spazzatura davanti a molte abitazioni, con grave rischio igienico-sanitario per persone ed animali (perdita di percolato); L’adeguamento della viabilità, con ulteriore taglio di alberi e rischi per la sicurezza stradale in zone a vocazione rurale; Il notevole costo economico dell’”opera” che sottrae risorse utilizzabili per bonificare altre discariche, come Pagliarone e Macchia Soprana; L’inadeguatezza del sito dal punto di vista geologico e morfologico (sull’argilla non crescono boschi rigogliosi!); Le indagini tecniche sono state approssimative e le valutazioni di impatto ambientale inesistenti, a danno della sicurezza dell’impianto che si andrà a realizzare; La disponibilità enorme del sito. I boschi di Macchia Soprana e Macchia Sottana si estendono per circa 100 ettari. Se lo hanno violato più volte, non si vede perché non potranno farlo in futuro. Alla stupidità umana non c’è mai fine! TUTTE QUESTE CONDIZIONI LASCIANO FACILMENTE PREVEDERE NELL’IMMEDIATO FUTURO UN DISASTRO AMBIENTALE! Per tutte queste ragioni, la domanda sorge legittima: se abbiamo difeso Valle della Masseria, rivendicando il diritto sacrosanto alla salute e all’integrità dell’ambiente, perche’ non dobbiamo farlo anche per Macchia Soprana? Siamo fermamente convinti che il nostro territorio non è idoneo ad ospitare da nessuna parte una discarica di grandi dimensioni (non solo in una cava dimessa, in prossimità dell’Oasi, ma neppure in un’area boschiva protetta). Facciamo appello affinché l’Amministrazione comunale voglia portare avanti la battaglia giudiziaria anche per Macchia Soprana. IL DIRITTO ALLA SALUTE È UNICO ED UGUALE PER L’INTERO TERRITORIO E PER TUTTI I CITTADINI DELLA NOSTRA COMUNITÀ.
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NON SI PUÒ USCIRE DALL´EMERGENZA CON CHI L´HA CREATA!NUOVO PIANO RIFIUTI SENZA INCENERITORI E DISCARICHEDestra e Sinistra hanno alimentato per 13 anni questa emergenza in modo che arrivassero sempre più soldi da spartirsi con ecomafie e gruppi industriali. Hanno avvelenato la campania con rifiuti tossici ediscariche a cielo aperto che hanno fatto aumentare in maniera impressionante tumori e malformazioni. Ci stanno ammazzando ed ora, con la copertura di Prodi e di Napolitano, vogliono completare l´opera con nuove discariche ed inceneritori che non risolveranno il problema ma faranno guadagnare altri milioni ai padroni delle cave e alle imprese come FIBE.QUESTI AMMINISTRATORI, MOLTI DEI QUALI SOTTO INCHIESTA, NON SONO PIÙCREDIBILI! FINE DEL COMMISSARIATO, VIA BASSOLINO E TUTTI COLORO CHEHANNO GESTITO L´EMERGENZA RIFIUTI A PARTIRE DAI SINDACI CHE NON HANNOAVVIATO LA DIFFERENZIATAC´È UN SOLO MODO PER USCIRE DALL´EMERGENZA SANITARIA ED AMBIENTALE:1) RITIRO DEL DECRETO CHE IMPONE DISCARICHE E BLOCCO DEL CANTIERE DI ACERRA2) BONIFICA DEL TERRITORIO3) AVVIO IMMEDIATO DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA PORTA A PORTA ATTRAVERSO L´ASSUNZIONE DI MIGLIAIA DI DISSOCCUPATI4) RICICLAGGIO, COMPOSTAGGIO, RIUSO, RIDUZIONE DI IMBALLAGGI E PLASTICA5) SISTEMI NATURALI DI TRATTAMENTO MECCANICO BIOLOGICO AL POSTO DEGLI INCENERITORILe comunità in lotta di Acerra, Serre, Lo Uttaro, Giugliano, Villaricca, Terzigno, Ariano Irpino, Montecorvino non sono egoiste ed irresponsabili come vogliono farci credere questi signori. Resistono perla difesa della salute e dell´ambiente di tutti perchè l´inquinamento arriva anche sulle nostre tavole.LOTTIAMO INSIEME A LORO.FACCIAMOCI RIMBORSARE LA TASSA SUI RIFIUTI15 GIUGNO 2007 GIORNATA DI MOBILITAZIONE CAMPANACONTRO L´EMERGENZA PER UN ALTRO PIANO RIFIUTIDalla Val di Susa alla Sicilia unire le resistenze contro questo modellodi sviluppo è l´unica viaCOMITATI CAMPANI PER LA DIFESA DELLA SALUTE E DELL' AMBIENTERETE NAZIONALE RIFIUTI ZEROComitato contro il megainceneritore di Acerra, Coordinamento comitati emergenza rifiuti - Caserta, Coordinamento dei comitati per la difesa del territorio Area Vesuviana, Movimento Serre per la vita, presidio contro la discarica di Serre, Comitato Carmine Iuorio 23 febbraio—Campagna, Comitato allarme rifiuti tossici - Napoli, Comitato salute / ambiente -Salerno, Assise cittadina per Bagnoli, Coordinamento dei comitati per l´acqua di Napoli e provincia, Comitato in difesa del vallone di san rocco, Comitato contro la centrale di Vigliena, Comitato acqua pubblica Salerno, Comitato di lotta delle vele di Scampia,Comitato contro il termovalorizzatore di Salerno, Rete campana salute ambiente.INIZIATIVE PER IL 15 GIUGNODopo la manifestazione nazionale del 19 maggio non abbiamo nessuna intenzione di fermarci:Manifesteremo Venerdì 15 giugno in molte località della Campania:-a Napoli: presidio ore 10.00 in via Verdi - in occasione del consiglio comunale tematico sui rifiuti (partecipano alla mobilitazione centri sociali, movimenti dei precari, comitati ambientalisti, rete 28 aprile, sindacati di base ecc…)OGNIUNO SI PORTI LA SUA SACCHETTA DIFFERENZIATA!!!- A Salerno: corteo ore 17.00 da Torrione fino in Prefettura. In questa manifestazione confluiscono anche i Comitati di Serre, Campagna e Montecorvino-A Terzigno: Corteo nel pomeriggio con le comunità di Terzigno, Boscoreale, Boscotrecase-A Giugliano, ore 11.00 presidio sotto il consorzio di bacino napoli 1-Ad Acerra: mobilitazione per portare la raccolta differenziata alla erreplastTutti insieme chiederemo:- La fine del commissariamento ai rifiuti e le dimissioni dei responsabili politici del disastro.- Un nuovo piano che punti davvero su riciclaggio, differenziata e trattamento a freddo del residuo e rinunci all'abbraccio mortale con la logica del business, dell'incenerimento e delle megadiscariche.- Il ritiro del decreto governativo sulle cave, che è antidemocratico, attenta ancora alla salute delle comunità e fa solo un favore a quei poteri che sulle cave hanno sempre speculato.Queste mobilitazioni saranno anticipate il 13 giugno da un'assemblea pubblica ai cancelli della centrale turbogas di Vigliena (San Giovanni a Teduccio) contro la centrale e l'inquinamento da nanoparticelle eil 14 giugno da azioni simboliche in sostegno della raccolta differenziata porta a porta (l'unica che funziona), con Presidi dimostrativi, iniziative comunicative e Gazebo in piazza Dante e piazza carità (Napoli) dalle ore 17.00SALVIAMO LA NOSTRA TERRA!"Comitati Campani in difesa della salute e dell'ambiente"RETE NAZIONALE RIFIUTI ZERO |
